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Tra Scienza e Artigianato

Sono sempre stata divisa a metà.

Da una parte l'amore per lo studio, in particolar modo per tutte (o quasi) le materie scientifiche, dall'altra, invece, l'amore per il fatto a mano.
L'appassionarmi allo studio è stato un processo naturale, nato sui banchi di scuola e accresciuto durante gli anni, fino all'università.

 

L'amore per l'artigianato, invece, è nato per caso ma è stato volutamente e ardentemente coltivato nel tempo.
In un paese come il nostro, si sa, viene spontaneo seguire quella che si pensa possa essere la strada che aprirà più "portoni" possibili, lavorativamente parlando.

 

Sfortunatamente, o forse no, io ho sempre preferito (in)seguire le mie passioni.
Noncurante della difficoltà che avrei avuto nel trovare un impiego e spinta dall'entusiasmo proprio dei ventenni, mi sono avventurata in un vero e proprio percorso ad ostacoli: il mondo della ricerca scientifica.

 

Mi sono laureata in Biotecnologie a Firenze e poi ho proseguito il percorso di studi in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche, e, dopo anni di gavetta nei laboratori universitari, senza un briciolo di stipendio e di speranza di inserimento, con i fondi che non c'erano mai e gli strumenti che ricordavano il Medioevo, e poi dopo un anno alla ricerca disperata di un lavoro che non arrivava, ho conseguito anche un Master di secondo livello, a Siena, in "Drug Design and Synthesis". Il Master mi ha per fortuna aperto una strada lavorativa all'interno di una grande multinazionale farmaceutica, nel dipartimento di Assicurazione Qualità.

E, allora, tu che leggi dirai a questo punto, frena, frena, ma che c'entra l'artigianato? Com'è che sei passata da revisionare lotti di vaccino a ideare e produrre gioielli fatti a mano?
Le due strade in realtà sono sempre proseguite in modo parallelo, l'artigianato è stato un hobby da quando avevo 15 anni e il mondo dell'accessorio e del gioiello in particolare mi hanno sempre affascinata, ho continuato a studiare, a provare e sperimentare anche in questo campo.
Diciamo che, da un momento ben preciso in poi, queste due strade hanno seguito andamenti completamente opposti, mentre la fiducia e l'entusiasmo per lo studio e per il percorso che mi aveva delineato si andava piano piano affievolendosi dopo esperienze lavorative deludenti, la passione per l'artigianato cresceva a dismisura.

 

La scadenza del contratto mi ha portato diritta diritta davanti ad un bivio.

 

Da una parte un lavoro sicuro, che forse alla fine mi avrebbe portato al tanto ambito "posto fisso", ma che aveva a che fare con la mia laurea soltanto sulla carta e che per me, non aveva di entusiasmante. 
Dall'altra un lavoro incerto. Senza uno stipendio fisso al quale aggrapparsi, ma che profumava di libertà, di rimessa in gioco, di entusiasmo, dopo tanto tempo che non ne provavo più. 

 

E dopo vari “no” che ho detto, sperando in una proposta lavorativa sempre migliore che, di fatto, non sarebbe mai arrivata, perché ero io la prima a non essere convinta di quella strada, dopo ore e ore di riflessioni, dopo la disperazione di pensare di aver deluso le persone che avevano creduto in me, ho deciso di provare ad essere felice, di provare a costruire qualcosa di mio, con le mie sole forze e la mia sola determinazione.

Ho preso il mio hobby, l’unica cosa che ancora riusciva a portarmi gioia e che ancora mi appassionava, se non più di prima, e ci ho puntato sopra, tutto. 

Ho scelto di parlarti di quello che è stato il mio percorso, nel primo articolo di questo blog, per farti capire un pochino meglio chi c'è dietro a quello che troverai su questo sito, ma anche per un altro motivo, altrettanto importante: un messaggio di incoraggiamento, a chi si è trovato o che si trova o si troverà in una situazione simile alla mia, visto il periodo molto particolare, dal punto di vista lavorativo, che il nostro paese sta attraversando.

 

Semplicemente perché cambiare strada, non rispettare le aspettative degli altri, decidere di essere qualcosa di diverso da quello che ci eravamo prefissati, non significa fallire.

 

Può essere doloroso farlo, la scelta non è facile, ma se la vita prende una svolta che non ci aspettiamo, dobbiamo scorgere in questa svolta nuove possibilità, non delusioni o fallimenti ma possibilità di rinnovo, di felicità, di nuove sfide e di nuova conoscenza, di nuove soddisfazioni.

 

 

Il mio motto è “Chi non semina, non raccoglie”.  

E cosa c'è di più bello, che seminare qualcosa di completamente nostro? Vale tutta la fatica, e anche di più!

  Grazie per aver letto fino a qui ❤️

Melania

 

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